privo di corrispondenza tra azione e parola.


lunedì, marzo 29, 2004

METTIAMOLA COSI'

Ragazzi,
la verità è questa: ieri e un paio di sabati fa,
si è verificata una corrispondenza perfetta, implacabile, dolorosissima
tra le mie azioni e le mie parole.
Per la prima volta negli ultimi anni, sono stato tremendamente in sincro,
per cui questo blog non ha più senso d'esistere.






postato da fuorisincro | 13:19 | commenti (38)

venerdì, marzo 12, 2004

RE FUSO

Ieri, un innocente commento che lasciavo in pasto al verme
mi ha altresì aperto gli occhi su un'evidenza fin troppo palese.
Dichiarando una mia opinione, la definivo personasissima. Un lapsus dall'ironia corrosiva.

 

 



postato da fuorisincro | 16:21 | commenti (54)

giovedì, marzo 11, 2004

FILMANIAC

Che poi i film, è piuttosto facile giudicarli. Ci sono quelli belli e quelli brutti.
Sì lo so, può sembrarvi superficiale. Lo so che a volte io per primo mi lancio in dissertazioni su fotografia, sceneggiatura, dialoghi, scenografia, montaggio, acting e overacting:
ma sono quelle cose che si dicono soltanto per intortare una donna.
Mentre un vero piacere è andare al cinema da solo: mi accuccio lì buono buono, non devo rendere conto di niente a nessuno. Per contratto, litigo un po’con quelli che chiacchierano, ma poi mi godo il film e come il Re Sole decido che il film è bello, se mi piace.
Brutto, se non mi piace.
Tra i film belli però, occorre fare una distinzione: ci sono quelli belli subito, con sfacciata evidenza. E quelli belli dopo qualche ora, qualche giorno, addirittura qualche settimana. Quei film che si insinuano e ti lavorano dentro, un po’ alla volta. Che spesso ti tornano in testa o negli occhi, nei momenti e nei luoghi più impensabili.
Un bellissimo esempio di questi film ‘lima’ è Primo Amore.
Visto due settimane fa, ma ancora libero di fluttuare dentro di me, tra conscio e inconscio.
Primo Amore è un film feroce per quanto è vero e realistico, violento senza una sola scena di violenza. E’ un’arancia meccanica delle ossessioni amorose.













postato da fuorisincro | 11:53 | commenti (23)

mercoledì, marzo 10, 2004

Secodo me, il genere umano si divide in due.
Quelli che adorano l'aranciata amara.
E quelli che la detestano.
Inutile specificare a quale categoria appartengo, vero?


 





postato da fuorisincro | 13:13 | commenti (20)

martedì, marzo 09, 2004

tre mesi di lavoro buttati nel cesso,

 

 

 

 

 

 

!


postato da fuorisincro | 13:32 | commenti (14)

lunedì, marzo 08, 2004

Il mio amico ha le spalle larghe
ma se lo vedi da vicino, così larghe poi non sono.

Il mio amico ha la mia età
e pure da sempre dieci anni di più.

Il mio amico ha troppo orgoglio per chiedere aiuto o dire ho sbagliato
così, se sbaglia non chiede aiuto e se chiede aiuto, crede di sbagliare.

Il mio amico non lascia mai perdere, non chiude mai un occhio
sarebbe stato un vigile urbano perfetto.

Il mio amico è uno che ha stile e non si sporca le mani con nessuno. Ecco perché è solo
solo uno stronzo.

Il mio amico è il mio migliore amico. Gli voglio bene più di un fratello
gliel'ho detto anche l'ultima volta: dodici anni fa.

[...] E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta." 
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.




















postato da fuorisincro | 11:29 | commenti (4)

giovedì, marzo 04, 2004

SLICE OF LIFE

Avrei voluto continuare a distrarmi col carrozzone sanremese: stordirmi di chiacchiere e canzonette, vanità e lustrini. Ma è successo qualcosa che mi ricaccia nel ventre duro della realtà: è successo ieri, ma ne porto i segni tuttora.
Ho mangiato al cinese.
Lo so, non ci può essere compassione per chi sceglie, deliberatamente, di farsi male. Però, signori della corte, vi invito ad applicare nel mio caso quanto meno le attenuanti generiche. Innanzitutto, va detto che da tre anni lavoro nel quartiere cinese dove la percentuale di ristoranti, bar, tavole calde 'made in China' è la stessa che ottiene Rifondazione Comunista nelle elezioni a Bertinoro, provincia di Forlì.
E nonostante ciò, solo una volta - prima di ieri - ero caduto nel tranello: avevo pure mangiato bene, testimone la signorina Manuscritti. Insomma ieri, in pausa pranzo, non avevo tanto tempo e non avevo tanta voglia di pizze, panini o focacce.
Esco dall'agenzia e, esattamente di fronte a me, l'illuminazione: una fiammante rosticceria take away. Lo prendo come un segno divino, attraverso la strada e butto un'occhio: nei pochi tavolini, due tre cinesi che mangiano: "bene - penso - se piace a loro, sarà veramente buono". La tizia si avvicina, le dico cosa voglio ma lei risponde "non capile italiano", mi porge il depliantino col menù, una penna e mi fa segno di sottolineare. "Ottimo - continuo a pensare io - è appena arrivata: non è un posto per turisti, si mangierà da dio".
Poi però un primo sinistro indizio: evidenzio ravioli di carne al vapore e involtino primavera. Ma quando le mostro le mie scelte, lei sorride e dice: "Dispiaci, questo non c'è ". Resto perplesso per un tempo indefinito in cui penso 'cazzo è come una pizzeria che non ha la margherita e la quattrostagioni'. Quando mi risveglio, lei mi sta guardando con lo stesso sorriso iniziato un quarto d'ora prima e sembra diffondere una musichetta tipo attesa telefonica; allungo l'indice quasi alla cieca e ordino Spaghetti Saltati e Riso della Casa. In ciò, guidato dall'Homer Simpson, che risiede in ogni uomo: ossia l'associare 'della casa' a 'super ripieno, stragustoso, pluricondito' come lo sono - universalmente - la pizza della casa o la pasta della casa. Uhm, Riso della Casa: tanta fame, tanto mangiare, buono mangiare.
Morale. Torno in agenzia coi miei fagottini caldi e un'acquolina in bocca a livelli da astinenza sessuale di ergastolano.
Spacchetto felice, come un bambino a Natale, ma vengo subito ferito da una scia olezzante. Barcollo, però ci credo ancora; affondo la forchetta nel riso e lo scopro davvero farcito di tutto: parodie di verdura mista, tentativi di carne, pensieri impuri di pesce surgelato, miscelati da filamenti catarrosi di ex uova.
Cucina fusion, contaminazione di gusti? No; una merda!
Dopo tre bocconi, il riso vola nel cestino ma il suo retaggio ostile perdura nel mio stomaco, anzi nel mio animo, tuttora. E' quella sottile malinconia che ti induce a non distare mai più di 50 metri da un bagno.
Gli Spaghetti? Saltati.











postato da fuorisincro | 12:25 | commenti (22)

martedì, marzo 02, 2004

FE STIVAL

Stasera si comincia e - come ogni anno - lo guarderò.
Ma la cosa peggiore - penserete voi - è che non mi vergogno a dirlo, anzi quasi me ne vanto: guardo Sanremo tutti gli anni, cerco di perderne il meno possibile e sto al gioco. Alimento discussioni e polemiche, scommetto mesi prima sulla terna vincente, commento e reimpasto gossip per tutta la durata dell'evento. Perché di esso trattasi: evento.
Popolare, ultrapopolare, nazionalpopolare: indi per cui culturale.
Ma non fraintendetemi: non crediate io sia uno di quelli che dice 'sono costretto a vederlo: ma con occhio distaccato, come fenomeno sociologico, come andare allo zoo'.
Col cazzo.
Sgomberiamo il campo dalle ipotesi: la mia laurea e la mia professione nell'ambito della comunicazione non centrano affatto. Io lo guardo perché mi piace e basta.
Ti ringrazio per la domanda, come si dice nelle migliori conferenze.
E colgo l'occasione anche per chiarire che, secondo me, il trash non esiste.
Volete farmi credere che io stasera vedrò Pappalardo, Er Piotta e Marco Masini come freddo e distaccato cultore dei fenomeni kitsch? No, quello che mi spinge a vederli è lo stesso gusto che provano milioni di abitanti dello stivale, non particolarmente avvezzi all'esegesi di un testo, né scritto, né audiovisivo.
La cultura trash, probabilmente, nasce da qualche lobby di ragazzetti svegli del liceo classico che cercavano una scusa per inserire nei loro cineforum qualche film con Er Monnezza o Edwige Fenech che, essendo particolarmente sensibile all'igiene personale, una doccia non se la faceva mai mancare.
John Waters diceva: "Occorre molto buon gusto per apprezzare il cattivo gusto".
Io non sono d'accordo. Io sono dannatamente pop.












postato da fuorisincro | 14:13 | commenti (32)

lunedì, marzo 01, 2004


 

 

 

 

 

 

Carnevale? E' finito da un pezzo.



postato da fuorisincro | 09:14 | commenti (13)

venerdì, febbraio 27, 2004

COGNIZIONE

Qualche settimana fa, di sabato pomeriggio, correvo nel solito giardinetto vicino a casa. Che poi giardino non è, perché è uno sputo di terra e cemento con qualche albero qua e là. Piantato giusto con l'intento di offrire una destinazione naturale a cani e uomini, bisognosi di evacuare la vescica.
Comunque, il punto non è questo: correvo, si diceva, di sabato pomeriggio e col buio delle cinque di sera il parchetto pullulava di quindicenni imboscati sulle panchine.
Un grande classico: lei seduta sullo schienale, piedi sulla panca, gambe leggermente aperte. Lui, in piedi di fronte a lei, fianchi all'altezza delle ginocchia della ragazza. E via di lingua, come se piovesse. Limonare, dicono, i nostalgici che poi finiscono sempre a parlare di Lady Oscar.
Ecco fin qui tutto normale; faccio il primo giro, poi il secondo; al terzo una di queste bambinette sgancia la lingua dal di lei corrispettivo e mi urla "Scusa?". E qui devo precisare 1) che mi avevano già visto passare due volte prima; 2) che avevo pantaloncini corti, felpa grigia, calzettoni e scarpe da corsa 3) che ero sudato come un cavallo, praticamente schiumavo.
"Scusa - riprende la ragazzina - hai una sigaretta?".





postato da fuorisincro | 14:47 | commenti (14)